Piano stairs - TheFunTheory.com

Il video che vi propongo oggi dura meno di due minuti.
Si tratta di un esperimento che ha reso assolutamente insolito l'aspetto di una normalissima scala di Odenplan, una stazione della metropolitana di Stoccolma.
Mettetevi comodi e gustatevi il filmato: è stupendo, addirittura poetico!

AD MAIORA SEMPER!
Intervista al regista di "Valzer con Bashir" Ari Folman, realizzata dal TG2 in occasione dell'uscita del film nelle sale italiane, nel gennaio del 2009:




Questi sono stralci di interviste che il regista israeliano ha rilasciato alla stampa, durante la sua visita in Italia per la promozione del film:

Folman, come è nata l'idea di questo cartoon? 

«Ero stato colpito come molti altri miei commilitoni da uno stress post-traumatico: avevo enormi buchi di memoria di quel mio periodo di guerra. Per essere esonerato dagli obblighi di riservista a 40, anzichè 50 anni, ho dovuto consultare lo psicoterapeuta: sono andato in psicoterapia, ma poi ho preferito fare un film che potesse essere terapeutico. La pellicola è stata bene accolto nel mio paese e dall'establishment israeliano anche perché io ero uno di quelli che ha combattuto, uno che era stato dalla loro parte. Nel mio cartoon piace che si veda chiaramente come i soldati israeliani non abbiano tirato il grilletto in quella strage. La guerra non è quella che si vede nei film americani: niente fascino e niente gloria. Solo ragazzi giovanissimi che si sparano. Qualcuno torna a casa cercando di dimenticare. Ma in pochi ci riescono».

Perché ha usato tante immagini violente?

«Volevo che si vedesse e si capisse come quel massacro abbia avuto davvero luogo: ci sono state tremila vittime, tra le quali molti bambini. E se qualche ragazzo, dopo aver visto quelle immagini, navigasse su Google per saperne qualcosa di più, per me sarebbe un motivo di successo».


Obama, come neo presidente Usa, riuscirà a pacare il conflitto israelo-palestinese?

«Si gioca alla guerra come io gioco agli scacchi. Non c'è da parte dei governanti la sensibilità verso le sofferenze umane, verso il dolore. Sono critico sia verso il mio governo, riguardo all'attuale guerra nella striscia di Gaza, sia verso chi è dall'altra parte: perché non si è fatto nulla per arrivare alla pace? Obama è la nostra prossima speranza. D'altronde tutta la sua vita è all'insegna dell'eccezionalità. Solo venti anni fa nessuno avrebbe neppure potuto immaginare che un presidente di colore potesse salire alla Casa Bianca. L'attuale conflitto a Gaza va comunque fermato».

È ottimista sul futuro in Medio Oriente?

«Non molto. Oggi purtroppo in tutto il mondo la maggioranza giustifica i conflitti e trova tutti i possibili pretesti per poterli fare».

(fonte: http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/01/08/973533-folman_soldato_pentito_senza_memoria.shtml)

---

Quale successo di pubblico e critica ha avuto in Israele?

<<Il film è stato accolto molto bene in Israele, c’è stata una reazione molto positiva. Ci sono dei motivi per cui è andato meglio di “Lemon Tree”, ad esempio: l’establishment divide le persone in due gruppi, quelli che sono “uno di noi” e quelli che sono “diversi”.
Il fatto di essere stato un soldato e di aver combattuto mi rende “uno di loro”. Israele è un paese molto tollerante per quanto riguarda gli intellettuali, gli artisti, e ha sostenuto questo film perché si vede per la prima volta che i soldati israeliani non hanno praticamente partecipato a quel massacro. Si capisce che il governo, la leadership sapeva quel che stava succedendo, ma i soldati isaraeliani no.
Un altro motivo per cui è stato accolto bene è che ho raccontato la storia soltanto dal nostro punto di vista; qualcuno mi ha criticato per questo, però io, in quanto israeliano, ex combattente, potevo soltanto raccontare la storia dalla mia parte. Sarebbe stato presuntuoso, ipocrita raccontare l’altra versione dei fatti, spetterà agli altri farlo.>>

Cosa pensa a proposito della situazione attuale?

<<Quando è scoppiata la seconda guerra in Libano, nell’estate del 2006, noi stavamo lavorando al completamento di questo film; molti mi hanno chiesto se non mi dispiacesse che il film non fosse pronto, se fosse uscito in quel momento sarebbe stato molto attuale. Ho detto a tutti: “purtroppo, visti i governanti che abbiamo, questo film continuerà ad essere sempre attuale”, e purtroppo avevo ragione. A mio avviso tutto il mondo si divide in due parti: ci sono coloro che sostengono assolutamente la non violenza e coloro che sono a favore dell’uso della violenza; purtroppo in molte parti del mondo questi ultimi sono la maggioranza e queste persone troveranno sempre una giustificazione, che sia ideologica, che sia religiosa, che sia di razza, che sia difendere un pezzo di terra per ricorrere alla violenza. A mio avviso bisogna sempre fare tutto per prevenire, e non è stato fatto nulla di serio da entrambe le parti per evitare e per fermare questa guerra, e si è ricorso alla fine alla soluzione più semplice, il bombardamento. Io sono critico verso il nostro governo, ma sono critico anche verso l’altra parte. Nei nostri governanti c’è un’assoluta mancanza di pietà, di rispetto per quella che è la vita umana degli altri: loro giocano alla guerra come io gioco una partita a scacchi.>>

Perché ha scelto di non arrivare fino alla fine con l’animazione, usando immagini reali?

<<Quella di mettere immagini reali negli ultimi 15 secondi è stata una decisione artistica che ho preso fin dall’inizio: volevo evitare che anche una sola persona, in qualunque paese del mondo, uscendo dal cinema dicesse “bel film di animazione, bella musica, bei disegni” e basta, pensando che fosse soltanto questo; invece questi 15 secondi di immagini reali contestualizzano il film, lo mettono nella giusta prospettiva. Più di 3000 persone, soprattutto bambini, donne, anziani, persone senza alcuna difesa sono state massacrate: questo è successo veramente e voglio che le persone lo sappiano; se anche un paio di persone, nel mondo, uscendo dal cinema, avranno voglia di andare su Google e cercare di capire che cosa è successo veramente, sicuramente avrò fatto il mio mestiere.>>

Crede che la presidenza Obama possa portare un nuovo corso nei rapporti tra Israele e Palestina?

<<Sì, parlando a titolo personale io ritengo che tutto ciò che riguarda la storia di Obama abbia dell’incredibile: se 20 anni fa avessimo detto a qualsiasi cittadino americano che avrebbe avuto un presidente di colore ci avrebbe sicuramente riso dietro. La sua intera storia, tutta la sua vita rappresenta una rivoluzione, qualcosa di enorme, non soltanto perché non si può nemmeno lontanamente paragonare a chi l’ha preceduto… Lui va al di là delle razze, è una persona estremamente intelligente e tutti, nel mondo, riponiamo grandissime speranze in lui; sappiamo che anche lui è un essere umano con i suoi difetti, ma questo ce lo fa piacere ancora di più.>>


Il film è molto personale, aveva bisogno di elaborare un trauma attraverso la realizzazione di questo film? C’è una differenza tra il Folman di ieri e quello di oggi?
<<Vi racconto un po’ come è iniziata: in Israele noi siamo riservisti fino ai 50 anni, ogni anno per qualche settimana devi prestare servizio. Quello che facevo io era semplicemente scrivere delle stupidissime sceneggiature per storie tipo “come difendersi dalle armi nucleari iraniane”… Volevo essere esonerato a 40 anni perché non ne potevo più e mi hanno detto di vedere uno psicoterapeuta per stabilire se ci fossero i presupposti; parlando con questo psicoterapeuta mi sono accorto che per la prima volta stavo raccontando la mia storia di soldato nei dettagli a una persona: c’erano dei buchi in quello che ricordavo, e in quella maniera sono riuscito a tirare fuori alcune cose. Allora ho deciso di fare tutto questo attraverso un film perché non ho mai creduto nella psicoterapia; credo che farlo attraverso un film sia un procedimento molto più dinamico: con la psicoterapia sei seduto, parli e ascolti te stesso, qui invece vai in giro, viaggi, intervisti le persone, registri, giri, cancelli, scrivi delle nuove sceneggiature e via dicendo… E’ più dinamico e più efficace che vedere un terapista due volte a settimana.
Personalmente credo che ogni film, per un regista, serva un po’ a chiudere il cerchio di quella che è la sua storia e questo ha fatto sì che questo film fosse così personale.
Se 5 anni fa mi avessero fatto vedere la mia foto di soldato diciannovenne avrei riconosciuto me stesso fisicamente, ma non mi sarei riconosciuto perché ancora provavo troppa rabbia, ero ancora scollegato da quel ragazzo che ero stato; oggi invece meno, attraverso la realizzazione di questo film sono tornato in pace con me stesso, riesco a rivedermi e a riconoscermi in quel ragazzo; da questo punto di vista è stato un viaggio molto personale.>>

Sulla colonna sonora: accanto a canzoni aderenti alla storia usa anche musiche fuori contesto quali una ninna-nanna di Bach. Come mai?

<<Mentre scrivevo la sceneggiatura ascoltavo quasi ossessivamente questo compositore inglese, una musica molto deprimente, molto malinconica, sicuramente adatta all’atmosfera che mi serviva, una musica che combinava elementi classici con elementi elettronici. Ho pensato che fosse adatto anche a scrivere la colonna sonora del film: l’ho cercato su Google, si chiama Max Richter, l’ho trovato e gli ho scritto e ha accettato di comporre la musica di questo film. La musica era pronta molto prima dell’animazione, anche perché volevo che gli animatori potessero ascoltare la musica mentre lavoravano per calarsi nell’atmosfera del film.
Per quel che riguarda i miei gusti personali ascolto molta musica classica e un po’ di free jazz: nella mia famiglia abbiamo sempre ascoltato musica classica ma mai Bach, che i miei genitori ritenevano troppo tecnico; da grande, per riflesso, ho sviluppato una specie di ossessione e ancora litigo con mia madre a proposito... Ho scelto questo pezzo per mostrare la contraddizione che c’è tra la musica e la guerra, è un tema ricorrente che ritorna tre volte, ma ci sono anche elaborazioni elettroniche di pezzi classici di Schubert e di Chopin.>>

(fonte: http://www.cinemadelsilenzio.it/index.php?mod=interview&id=10672)


AD MAIORA SEMPER!
Ventotto anni fa, tra il 16 e il 18 settembre 1982, a Beirut veniva perpetrata, da milizie cristiane libanesi guidate da Elie Hobeika, quella che passerà alla storia come strage di Sabra e Chatila .
Il Libano stava vivendo momenti perticolarmente concitati dopo l'uccisione in un attentato, qualche giorno prima (il 14 settembre), del neo presidente libanese Bashir Gemayel.
"I miliziani cristiani, per vendicare il loro leader , penetrano nei campi profughi di Sabra e Chatila, ufficialmente per stanare gli ultimi guerriglieri che ancora si nascondono in Libano, e compiono una strage di inaudite proporzioni, praticamente indisturbati, perché le truppe israeliane, che hanno il controllo militare della zona, non intervengono. I palestinesi parlano di almeno 1.500 vittime e i loro dati non discordano troppo da quelli della Croce Rossa Libanese: 328 morti e 911 dispersi." (fonte: http://www.tesionline.it)
Ad oggi comunque,questo dato rimane controverso e  il numero esatto delle vittime, pur restando sconosciuto, secondo molti, è stimato in 3.000 persone.Il regista Ari Folman, all'epoca giovanissimo, era impegnato, proprio in quei giorni, in Libano tra le file dell'esercito israeliano.
Dal suo faticoso percorso di recupero dei ricordi di quel periodo, ha tratto ispirazione per la realizzazione del film "Valzer con Bashir", un viaggio nel passato che passa attraverso la memoria personale per raggiungere quella collettiva.
Il racconto è duro e l'artificio di realizzarlo sotto forma di cartone animato, rende più sopportabili gli 83 minuti del film.
Per non dimenticare "che questo è stato", l'ultima manciata di secondi proietta le immagini vere del massacro di donne, uomini e bambini palestinesi dei campi di Sabra e Chatila.
Il tema è difficile e scuote le coscienze ma questo cartone ha alcuni meriti: è una interessante ricostruzione storica, è un parziale risarcimento per quei soldati, troppo giovani e inesperti, che per tutta la loro vita dovranno fare i conti col senso di colpa dell'essersi resi complici di quei terribili fatti, ma soprattutto è un omaggio a quelle vite palestinesi stroncate troppo presto.

Un po' di storia

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato il massacro con la risoluzione 37/123 del 16 dicembre 1982:
« The General Assembly, (...) 1. Condemns in the strongest terms the large-scale massacre of Palestinian civilians in the Sabra and Shatila refugee camps; 2. Resolves that the massacre was an act of genocide. »
« L'Assemblea generale, (...) 1. Condanna nel modo più assoluto il massacro di larga scala di civili palestinesi nei campi profughi di Sabra e Shatila; 2. Conclude che il massacro è stato un atto di genocidio. »
Nel 1983 " la Commissione Kahan, chiamata a indagare sui fatti dalle autorità israeliane e presieduta da Itzhak Kahan e composta da un altro magistrato, Aharon Barak, e dal generale di divisione della riserva Yona Ephrat, giunge alla conclusione che i diretti responsabili dei massacri erano stati Elie Hobeika e Fadi Frem, nemico giurato dei palestinesi sin dall’inizio della guerra civile in Libano (1975-1990). La stessa Commissione però ammette indirettamente la responsabilità nel massacro, per non averlo saputo prevenire né stroncare mentre era ancora in corso, dell'allora ministro della Difesa israeliana, Ariel Sharon. Viene ammessa anche la responsabilità dei comandi militari della forza d'invasione in Libano e, in special modo, del gen. Rafael Eitan, capo di Stato Maggiore, e del gen. Amos Yaron, comandante delle forze israeliane nella regione di Beirut (trasferito all'Ufficio degli effettivi presso lo Stato Maggiore). A tutt'oggi questa è l'unica inchiesta ufficiale aperta sulla strage.[...]  Nel giugno del 2001 la Corte di Cassazione belga, apre il processo su Sabra e Shatila, intentato ad Ariel Sharon dai sopravvissuti alla strage, in base alla legge del 1993, che assegna competenza universale ai tribunali belgi per i crimini di guerra e contro l'umanità. È chiamato a testimoniare sui rapporti che intercorrevano fra i falangisti e gli israeliani Elie Hobeika ritenuto il responsabile materiale dell'eccidio.Hobeika si disse pronto a testimoniare contro Sharon che, lo ricordiamo, era ministro della difesa nel 1982, all'epoca dell'invasione israeliana in Libano e delle stragi dei campi profughi palestinesi, per le quali fu riconosciuto, come detto in precedenza, "indirettamente responsabile" dalla commissione d'inchiesta governativa e costretto a dimettersi dall'incarico, sostituito da Moshe Arens.
Il 24 gennaio 2002 Elie Hobeika muore a Beirut in un attentato. Meno di 36 ore prima di saltare in aria col suo SUV Range Rover blindato, Hobeika avrebbe avuto secondo alcuni un incontro "confidenziale" con due senatori belgi - il verde Josy Dubiè, presidente della Commissione Giustizia del Senato, e il regionalista Vincent Van Quickeborne - e si sarebbe detto pronto a fare "rivelazioni" sui massacri di Sabra e Shatila e sui rapporti che avrebbe avuto durante quei giorni con i generali israeliani che dipendevano dal ministro israeliano della difesa.
Israele si oppone al tentativo belga di incriminare Ariel Sharon per il massacro, come altri paesi si oppongono all'incriminazione dei loro leader. A causa di queste pressioni internazionali il parlamento belga rivede la legge riducendo di fatto l'universalità della competenza. La Corte di Cassazione del Belgio archivia così le posizioni di Sharon e di altri politici mondiali." (fonti: http://www.assopace.org e www.repubblica.it)
Questo non ha impedito a Sharon di essere eletto venti anni dopo primo ministro dello Stato d’Israele.

Valzer con Bashir
Titolo originale: Waltz With Bashir
Drammatico, durata 87 min. - Israele, Germania, Francia 2008
Scritto, diretto e prodotto da Ari Folman
Animazioni di Bridgit Folman Film Gang
Illustratore e art director David Polonsky
Direttore animazione Yoni Goodman
Colonna sonora originale Max RichterNel gennaio del 2009, in contemporanea alla proiezione del film nelle sale italiane, è uscito in libreria per la Rizzoli, il fumetto omonimo con i disegni originali di David Polonsky, art director del cartoon di Folman.
PREMI:
Golden Globes 2009 : Miglior film straniero
David di Donatello 2009 : nomination Miglior film dell'Unione Europea
Premio Oscar 2009 :  nomination Miglior film straniero





AD MAIORA SEMPER!

Le nuvole - Fabrizio De Andrè

Questa bellissima poesia di Fabrizio De Andrè, mi ritorna spesso in mente, nelle giornate un po' malinconiche di fine estate.
Splendide la due voci recitanti!

 


AD MAIORA SEMPER!

LO SAPETE CHE - OTTAVIA PICCOLO

video

LO SAPETE CHE - MASSIMO POPOLIZIO

video

In DVD: Giù al Nord - Bienvenue chez les Ch’tis

Dopo aver viaggiato attraverso lo stivale grazie a Enrico Brignano e alla sua performance sui dialetti italiani (In giro per l'Italia), vi propongo un simpatico film campione d'incassi al botteghino in Francia, a dimostrazione che l'eterna diatriba nord-sud non è una prerogativa dell'Italia e che conoscere, aiuta a superare i pregiudizi!!

La locandina di "Giù al Nord" dovrebbe riportare la dicitura: "si consiglia la visione del film, in lingua originale", perché il racconto gioca molto sulle differenze di pronuncia tra il francese del sud e quello del nord e la traduzione rischia di far perdere alcune sfumature.
Se invece deciderete di vedere il film in italiano, non vi pentirete e vi renderete conto del piccolo capolavoro compiuto dai doppiatori: riuscire a rendere particolare l'accento francese del nord, in italiano, non deve essere stata impresa da poco!
Buona visione :o)



AD MAIORA!

P.S. Il successo della pellicola francese è stato tale che ne è stata realizzata una versione italiana, un remake come direbbero gli addetti ai lavori, con Claudio Bisio e Angela Finocchiaro che uscirà nelle sale ad ottobre con il titolo: "Benvenuti al sud".
L' eterna sfida con i cugini d'oltralpe, questa volta si sposta al cinema. Vedremo chi vincerà!

LO SAPETE CHE - MARIO MARTONE

video

LO SAPETE CHE - RENATO DE MARIA

video

LO SAPETE CHE - UMBERTO ORSINI

video

LO SAPETE CHE - ROBERTO ANDO'

video

LO SAPETE CHE - ANDREA VIANELLO

video