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INTERNET FESTIVAL: ANTEPRIME

La seconda edizione dell'INTERNET FESTIVAL, dedicato al tema della Rete e della Rivoluzione digitale, che si terrà a Pisa dal 10 al 13 ottobre 2013, sarà preceduta da una serie di anteprime tutte ad ingresso gratuito.
Il primo appuntamento si terrà domani 22 aprile al Cinema Arsenale di Pisa con “Dal cinema alla Rete”.
Durante la serata verranno proiettate due anteprime cinematografiche: il documentario “collettivo” ‘Fragments d’une Révolution’ e ‘Pieces and Love. All to Hell’ di Dominic Gagnon.
I due film nascono da materiali della Rete e mettono in evidenza la democrazia collettiva che il web è in grado di creare.
La proiezione sarà arricchita dagli interventi del professor Gianluigi Ferrari, coordinatore del Comitato scientifico della manifestazione, che illustrerà i temi principali di questa seconda edizione e a seguire, grazie a una sorta di gemellaggio con il Festival dei Popoli, Vittorio Iervese, membro del Comitato Direttivo del Festival dei Popoli – Festival internazionale del film, introdurrà i due documentari.
Chiuderà la serata l’intervento di Marco Pratellesi, presidente del Festival dei Popoli che discuterà del lato ‘luminoso’ e ‘oscuro’ del web.

QUANDO:  Lunedi 22 aprile 2013 ore 20.15
DOVE: Cinema Arsenale, Pisa (vicolo Scaramucci)
Ingresso libero

AD MAIORA!

Quotidiane Repressioni

Durante il mese in corso, a partire da domani 10 aprile, il Circolo del Cinema FICC LABORATORIO 28
organizza una nuova rassegna cinematografica dal titolo "Quotidiane Repressioni".

Questa iniziativa aderisce alla campagna "Aprile Antifascista" promossa dal Coordinamento Antifascista Cagliaritano.

QUOTIDIANE REPRESSIONI - PROGRAMMA:

Mercoledì, 10 Aprile 2013
DIAZ
di Daniele Vicari
Italia 2012, 127'

Martedì, 16 Aprile 2013
VIDEOCRACY
di Erik Gandini
Svezia 2009, 85'

Martedì, 23 Aprile

15 MILIONI DI CELEBRITA'
episodio della serie televisiva Black Mirror
di Euros Lyn
Gran Bretagna 2011, 60'

Martedì, 30 Aprile

PINK FLOYD THE WALL
di Alan Parker
Gran Bretagna 1982, 95'

Ad ogni proiezione seguirà la discussione del film.
Ingresso libero con tessera del Circolo del Cinema FICC Laboratorio28 2013.
Il costo della tesserà è di 5 euro; 2,50 euro per i/le giovani sotto i 30 anni per chi ha un lavoro precario o è senza lavoro.





DOVE:
Cagliari, via Monte Santo, 28
QUANDO:  Da Mercoledì, 10 Aprile 2013, fino a Martedì, 30 Aprile 2013 (secondo il programma), alle ore 20.30
 
AD MAIORA!

Antonio Tabucchi: la vita non basta

Antonio Tabucchi: la vita non basta. Un autoritratto involontario. (2013, 50′)
Un documentario di Paolo di Paolo e Alessandra Urbani. Regia di Daniela Mazzoli.
Uno speciale di "Scrittori per un anno" - Rai Educational

Presentato a Libri Come il 16 marzo scorso sarà trasmesso domani 25 marzo alle 18:30 su Rai Storia a un anno dalla scomparsa dello scrittore toscano.
Si tratta di una selezione di interviste che Tabucchi ha rilasciato durante la sua vita letteraria conservate presso il preziosissimo tesoro delle Teche Rai arricchito di brevi testimonianze di chi ha avuto modo di lavorare con lui e condividerne un piccolo tratto di cammino.
Tra gli spunti di riflessione: il viaggio, la letteratura, il Portogallo, l'incontro con la poesia di Pessoa.

Buona visione e AD MAIORA!

INCONTRI D'AFFRICA

Vento d'Africa.
E' quello che ha soffiato due settimane fa a Cagliari per la prima edizione di Incontri d'Affrica, una tre giorni di parole e musica, proiezioni di documentari e dibattiti curata con gusto e competenza e condotta con professionalità e misura.
Teatro della manifestazione, l'Hostal Marina che dalla sua inaugurazione non ha mai smesso di accogliere e proporre momenti musicali, cinematografici e di intrattenimento di ispirazione multiculturale e di respiro internazionale.
Il programma degli incontri è stato denso ed emotivamente coinvolgente con preziosi spazi di dibattito con registi (Carlotta Piccinini,Clio Sozzani) operatori (Giulia Olmi del CISP – Comitato Internazionale Sviluppo dei Popoli, Mattia Diurli, organizzatore della Sahara Marathon), poeti (Luali Lahsen Salama, membro della Generación de la Amistad Saharaui, movimento di poeti creato a Madrid nel 2005), blogger (Lina Ben Mhenni).
La proiezione del documentario “Jeans & Martò”, di Clio Sozzani e Claudia Palazzi, vincitore di numerosi premi e già acquistato dal canale Sky BabelTv, ha dato il via alla manifestazione con la storia di Roba, un giovane ragazzo etiope che la sua comunità considera “strano” a causa della sua passione per lo studio.
Per poter coronare il sogno di conseguire la laurea, Roba dovrà affrontare molti ostacoli e vincere le resistenze psicologiche della sua famiglia e i sensi di colpa che accompagnano chiunque abbia il coraggio di percorrere strade poco battute.
 Trailer di "Jeans & Martò"
Questa la sinossi, come direbbero gli addetti ai lavori, ma il vero punto forte del lavoro delle registe sono le inquadrature dei paesaggi e dei protagonisti.
Più del parlato, che come confida Clio Sozzani, presente alla proiezione, a lungo andare può risultare noioso, il compiti più delicato della regia è riuscire a trasmettere l'emozione dell'attimo.
 Clio Sozzani e Annalisa Addis
Una produzione, quella di "Jeans & Martò",durata tre anni durante i quali la Sozzani ha seguito il percorso di Roba e ne ha filmato i momenti più significativi.
Roba attualmente sta seguendo un master in Italia finanziato da Carlo Petrini, presidente di Slow food, con il quale sta anche collaborando a un progetto imprenditoriale da realizzare tra la sua comunità, i karrayu, per la commercializzazione del latte di cammella e la creazione di una produzione di prodotti caseari a base di latte di cammello, attualmete assente in Etiopia.
Mi piace parlarne in coincidenza della nona edizione dell biennale Terra Madre in corso a Torino fino a lunedì. La direzione che ha preso la vita di Roba è infatti strettamente legata alla città piemontese, a Terra madre e a Slow food ma a questo punto mi rendo conto che vi sto svelando troppo della storia e vi rimando alla visione del bel documentario.
Roba è ora un giovane istruito e cittadino del mondo con tante passioni e abitudini in comune a molti suoi coetanei compreso il modo di vestire casual in jeans e felpa ma quando ritorna a casa, non dimentica mai di indossare il suo martò, il costume tradizionale della sua gente.
Più duro il tema trattato in "1514 Le nuvole non si fermano", di Carlotta Piccinini, ma la difficoltà del soggetto non ha scoraggiato la giovane regista che ha trattato l'argomento in modo asciutto e senza retorica, 54 minuti intensi resi ancora più coinvolgenti dalla scelta di musiche bellissime e trascinanti.
 Da sinistra: Giulia Olmi,Mattia Diurli,Carlotta Piccinini,Luali Lahsen Salama, Marisa Fois
La storia della popolazione Saharawi così ben raccontata è stata una sorpresa per il pubblico (numerosissimo, probabilmente al di là delle aspettative degli organizzatori) presente in sala.
L'apprensione per le sorti della nostra conterranea Rossella Urru, operatrice del CISP nei campi profughi Saharawi, ha occupato la nostra attenzione e impedito ai più di approfondire la vicenda della popolazione Saharawi.
Un popolo che aspetta da 37 anni un referendum che gli consenta di applicare la risoluzione delle Nazioni Unite 1514/60 (da cui il titolo del documentario), sull’autodeterminazione dei popoli e dei paesi sottoposti a dominio coloniale e di esprimere la propria opinione sulle sorti della Repubblica Democratica Araba Sahrawi – RASD e di riavere il proprio territorio, quello del Sahara occidentale, occupato dalla Spagna durante il periodo coloniale e ora dal Marocco.
Nei territori occupati del Sahara occidentale vive ancora una minoranza della popolazione Saharawi che non è riuscita a scappare nei campi profughi in Algeria ed è proprio qui che ha preso inizio il movimento che ha portato successivamente alla primavera araba.
Infatti nell'ottobre del 2010 un gruppo appartenete alla comunità Saharawi ha dato vita a una protesta per rivendicare alcuni diritti di uguaglianza sociale fino a quel moneto negati.

1514 Le nuvole non si fermano - PROMO from Visuallab on Vimeo.

Sappiamo il ruolo fondamentale che internet ha avuto nel comunicare al mondo la rivoluzione in atto nel mondo arabo. Sempre attraverso internet possiamo tenerci aggiornati sulla situazione della popolazione Saharawi: http://www.saharawi.org,  http://www.saharamarathon.org/, http://www.sardegna-saharawi.it/ sono dei punti di riferimento con notizie e iniziative.
In particolare http://www.saharamarathon.org/ vi permette di partecipare alla Sahara Marathon, maratona di solidarietà con il popolo Saharawi e di trascorrere una settimana nei campi profughi in Algeria per conoscere da vicino la vita di questo popolo.
La maratona è alla dodicesima edizione e si svolge ogni anno a febbraio, mese simbolico per iSaharawi perchè coincidente (27 febbraio 1976), con la proclamazione dellaRepubblica Democratica Araba Sahrawi.
Incontri d'Affrica ha concluso le sue giornate di iniziative passando il testimone ad Alig'art di cui vi ho parlato anche lo scorso anno (http://admaiorasemper.blogspot.it/2011/11/aligart-2011-arte-riciclo-per-labitare.html).
Il tema di quest'anno è dedicato alla figura di Thomas Sankara,1° Presidente del Burkina Faso e leader carismatico, di cui quest'anno ricorre il venticinquesimo anniversario della morte e che ha ispirato artisti e musicisti, una su tutti, la cantautrice Fiorella Mannoia che ha dedicato il suo tour Sud proprio a Sankara.
L'ultimo fine settimana del festival è tutto da vivere con incontri, laboratori, mostre e concerti.

JOYCE LUSSU: UNA VITA PER

Benedetto Croce aveva definito la sua, "una vita eccezionale", ma lei non amava questa definizione così come non condivideva il titolo che era stato scelto per il libro-intervista curato dalla scrittrice Silvia Ballestra, "Joyce Lussu. una vita contro". Perchè una vita contro? Casomai la mia è stata "una vita per", teneva a ribadire.
Per raccontare Joyce Lussu e la sua vita all'insegna dell'impegno per la libertà e la cultura, in occasione del centenario della sua nascita, venerdì scorso all'Hotel Regina Margherita di Cagliari, c'erano Silvia Ballestra, scrittrice, Luisa Maria Plaisant direttrice dell’Istituto sardo per la storia della Resistenza e dell'autonomia, Marcella Piccinini, regista, la consigliera regionale del PD, Francesca Barracciu, promotrice e coordinatrice dell'evento insieme all'associazione Mieleamaro.
Nella foto, da sinistra: Luisa Maria Plaisant, Francesca Barracciu, Silvia Ballestra, Marcella Piccinini

Silvia Ballestra ha parlato di Joyce Lussu e delle sue origine marchigiane arricchendo il racconto con particolori poco conosciuti della vita familiare della scrittrice, del suo carattere indomito, dell'impegno nella lotta partigiana, della sua attività con i bambini nelle scuole elementari per raccontare la resistenza in Italia.
La narrazione della professoressa  Plaisant, autrice di "Una donna nella storia" (CUEC) si è concentrata sulla Joyce Lussu "sarda", il suo rapporto con Armungia, paese natale di suo marito, Emilio Lussu e il suo impegno letterario e politico per le donne e con le donne. 
Marcella Piccinini, pur con grande timidezza, ha illustrato l'affascinante lavoro che sta conducendo in giro per l'Europa sulle orme di Joyce Lussu, alla scoperta dei luoghi che l'hanno vista protagonista e delle persone che l'hanno conosciuta, sempre all'insegna di una vita poetica e avventurosa.
Il documentario sarebbe dovuto essere ultimato quest'anno ma a causa del numeroso materiale raccolto, non potrà essere pronto prima del prossimo anno.
Ad allietare la serata le letture, tratte da libri di Joyce Lussu, della bravissima attrice Monica Zuncheddu (nella foto)
e il breve ma intenso documentario-intervista che il regista Marco Bellocchio ha realizzato nel 1994: "Portrait di Joyce Lussu".
Il dibattito è stato coordinato con entusiasmo e partecipazione da Francesca Barracciu a cui vanno i complimenti, da condividere con l'associazione Mieleamaro, per aver onorato la figura di una donna capace, coraggiosa, una donna che ha scritto una pagina gloriosa della storia dell'Italia e che ci ha lasciato il suo esempio, i suoi libri di poesie, di storia e di vita e le traduzioni di alcuni tra i più grandi intellettuali del secolo scorso come il poeta turco Nazim Hikmet o il poeta angolano Agostinho Neto.
Aspettiamo con curiosità il lavoro di Marcella Piccini per un altro affascinante incontro con Joyce Lussu.

AD MAIORA!

P.S. Un ringraziamento a Sara, per le fotografie! :)

Portrait di Joyce Lussu

venerdì 18 maggio ore 18,30
Hotel Regina Margherita –Cagliari
Viale Regina Margherita 44

Di fronte a queste cose che cominciano ad apparire ineluttabili, è del tutto inutile lasciarsi deprimere. Bisogna, anzi, a maggior forza, reagire. Conservo la mia capacità di reazione ma anche il mio equilibrio, allorchè dico: "Di fronte a tutto questo, io provo a far qualcosa". L'unico rimedio, in qualsiasi situazione, anche nella più sciagurata, è provare ad agire contro.

Portrait di Joyce Lussu
un film intervista di Marco Bellocchio (per gentile concessione del regista)

Una Joyce Lussu inedita, eppure perfettamente aderente alla figura rivoluzionaria, anticonformista e incorruttibile pacifista che molti, anche in Sardegna, hanno conosciuto. È il “Portrait” che di lei ha fatto il regista Marco Bellocchio assieme a Daniela Ceselli attraverso una lunga intervista datata 1994 (quattro anni prima della sua morte) e che nel 2009 è diventato un film.
In occasione delle celebrazioni per il Centenario della nascita di Joyce Salvadori Lussu, moglie di Emilio Lussu, Portrait arriva per la prima volta a Cagliari e apre una serata arricchita dai contributi e le testimonianze di chi ha conosciuto e studiato l’opera e l’azione di questa donna straordinaria: la scrittrice Silvia Ballestra che a questa speciale amica di famiglia ha dedicato il libro intervista Una vita contro (Dalai); Marcella Piccinini, regista collaboratrice di Marco Bellocchio; Luisa Maria Plaisant direttrice dell’Istituto sardo per la storia della Resistenza e dell'autonomia autrice di Una donna nella storia (CUEC) un approfondito saggio sulla figura e il ruolo di Joyce Lussu.   
ORGANIZZATO DA:
Gruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale & Mieleamaro

AD MAIORA!

Italy: Love It or Leave It

Italy: Love It or Leave It (???)
Bel dilemma! Prima di rispondere, vi consiglio di vedere il bel documentario curato da  Luca Ragazzi e Gustav Hofer, disponibile in streaming per 30 giorni sul sito web della rivista WIRED:
http://tv.wired.it/entertainment/2012/05/09/emigrare-o-resistere-scoprilo-nel-documentario-italy-love-it-or-leave-it.html 

Buona visione e ...AD MAIORA! 

DEBTOCRACY

In questo blog, ne ho parlato spesso: i documentari in Italia, contrariamente ad altri Paesi come ad esempio la Francia, hanno una programmazione televisiva limitata e sono spesso trasmessi in improbabili orari notturni.
Negli ultimi tempi la rete si prende la rivincita su Tv e cinema ed è così possibile trovare interessanti lavori che documentano realtà tra le più attuali.
E' il caso di DEBTOCRACY realizzato dai giornalisti Katerina Kitidi e Aris Hatzistefanou che indaga sulle cause della crisi finanziaria greca legata al debito pubblico.
Il documentario, distribuito gratuitamente in Rete dalla fine di marzo, propone soluzioni, spesso nascoste o non prese in considerazione dai media e dal governo. La versione internazionale dura 1 ora e 15 minuti circa ed è visibile su http://www.dailymotion.com/video/xik4kh_debtocracy-international-version_shortfilms#from=embediframe (qui sotto trovate il link alla versione con i sottotitoli in italiano).

http://www.youtube.com/watch?v=mpNGYoXzMRc

Buona visione e...AD MAIORA!

Roba da matti

E' uscito il nuovo docu-film di Enrico Pitzianti, ROBA DA MATTI:

A partire da giugno 2012 sarà possibile scaricare gratuitamente il documentario dal sito web ufficiale, http://www.robadamattifilm.com/, dove si trovano informazioni e curiosità sul film.

AD MAIORA!
Finalmente! Gli appassionati di cinema aspettavano la notizia da mesi: la crisi non ha impedito (e meno male!) di bloccare i finanziamenti per il CAMPIDANO FILM FESTIVAL.
Così prende il via domani 18 febbraio, la quarta edizione del Festival Internazionale di Cinema d'autore di San Sperate.
Come nelle precedenti edizioni, il programma propone film, documentari e incontri con gli addetti ai lavori che hanno come tema il cinema e i suoi mestieri, tutti appuntamenti di grande interesse e qualità.
Vi segnalo in particolare "Ritratti e set di Mario Dondero-I Set Cinematografici in Sardegna", dove si potranno apprezzare gli scatti di uno dei più grandi fotografi italiani.
Mario Dondero è un amico del Campidano Film Festival: lo scorso anno è stato ospite della terza edizione ed è stato tra i protagonisti di uno degli incontri con il pubblico, rivelando tutta la sua disponibilità e simpatia nel raccontare il suo lavoro che svolge da anni con professionalità e competenza.
La mostra a lui dedicata è quindi un'occasione da non farsi sfuggire.

Informazioni: Libretto


                                                                     PROGRAMMA
                                                                     San Sperate (CA)
                                                            18 febbraio › 10 marzo 2012
                                           Museo della Terra Cruda • Teatro La Maschera


Sabato 18 FEBBRAIO

ore 21 - Teatro La Maschera: proiezione del film La Kriptonite nella borsa di Ivan Cotroneo

Domenica 19 febbraio
ore 21 - Teatro La Maschera: proiezione del film Io sono Li di Andrea Segre
Sarà presente il regista

Venerdì 24 febbraio

ore 19  - Museo della Terra Cruda
incontro di formazione cinematografica
con Pasquale Scimeca e Lindia Di Dio (produttrice Arbash Film)

ore 21 - Teatro La Maschera: proiezione del film I Malavoglia di Pasquale Scimeca
Coordina l’incontro con il regista, Luciano Marrocu

Sabato 25 FEBBRAIO
ore 10.30 - Teatro La Maschera: proiezione del film I Malavoglia di Pasquale Scimeca
matinée per le scuole
Introduce,  alla presenza del regista, Luisa Marongiu

ore 18 - Museo della Terra Cruda
inaugurazione delle mostre
Ritratti e set di Mario Dondero
I Set Cinematografici in Sardegna

(visitabili fino al 10 marzo, dal martedi alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19.30)
Allestimento a cura dell'Associazione Tina Modotti
con la collaborazione di
Emanuela Porceddu
Daniele Spiga, Studio Progettazione Officinevida

ore 19 - Museo della Terra Cruda
incontro di formazione cinematografica  con
Pasquale Scimeca e Lindia Di Dio (produttrice Arbash Film)

ore 21 - Teatro La Maschera: proiezione del film Il Villaggio di Cartone di Ermanno Olmi

Domenica 26 febbraio
ore 21 - Teatro La Maschera: proiezione del film This is My Land...Hebron
di Giulia Amati e Stephen Natanson
Coordina l'incontro con la regista Giulia Amati, Luciano Marrocu

Venerdì 2 marzo
ore 21 - Teatro La Maschera: proiezione del film Scialla! di Francesco Bruni

Sabato 3 marzo 
ore 21 - Teatro La Maschera: proiezione del film Almost Married
di Fatma Bucak e Sergio Fergnachino
Introduce il film, alla presenza del regista Sergio Fergnachino, Paola Trogu

Domenica 4 marzo
ore 20 – Teatro La Maschera: incontro sul Documentario in Sardegna con il regista Daniele Atzeni
ore 21 – Teatro La Maschera: proiezione del film I morti di Alos di Daniele Atzeni


Venerdì 9 marzo
ore 10.30 – Teatro La Maschera: proiezione del film Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismäki
matinèe per le scuole
Introduce Emanuela Porceddu
ore 21 – Teatro La Maschera: proiezione del film Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismäki


Sabato 10 marzo
ore 19.30 – Teatro La Maschera: proiezione del film Inconscio Italiano di Luca Guadagnino
anteprima regionale per gentile concessione della casa di produzione First Sun
Introduce Valeria Deplano – Coordina Luciano Marrocu


Ingresso gratuito alle mostre, agli incontri e alle proiezioni

                                                       Comunicato stampa
Dal 18 febbraio al 10 marzo1 torna a San Sperate (CA) Il Campidano Film Festival.
Alla quarta edizione della rassegna internazionale di cinema d’autore, tra proiezioni ed incontri con gli autori, si parlerà di Terra e Migrazioni
con Pasquale Scimeca, Andrea Segre, Giulia Amati, Sergio Fergnachino e Daniele Atzeni.

Per la sezione espositiva al Museo della Terra Cruda fotografie inedite di Pablo Volta e Mario Dondero.


Edizione numero quattro per il Campidano Film Festival, la rassegna internazionale di cinema d'autore di casa a San Sperate, al via sabato 18 febbraio.  Lungo quattro fine settimana, fino a sabato 10 marzo, la manifestazione organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con il Circolo del Cinema Tina Modotti anima il Paese Museo con un ricco calendario di proiezioni e incontri con prestigiosi autori: all’affermato Pasquale Scimeca si aggiungono tre filmaker dal ricco palmarès come gli italiani Andrea Segre e Giulia Amati e Sergio Fergnachino e la nuova stella del documentario sardo Daniele Atzeni. Confermata, come da tradizione, la sezione delle mostre fotografiche, dedicate quest’anno a un grande amico  del Campidano Film Festival e della Sardegna, Pablo Volta, il celebre fotografo italo-argentino recentemente scomparso a San Sperate (che aveva eletto a buen retiro) ed a un altro straordinario maestro come Mario Dondero. La rassegna, realizzata con il contributo dell’Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Sport e Spettacolo (L.R. n. 15 del 2006, art. 15 - Norme per lo sviluppo del cinema in Sardegna), propone dieci titoli, tra film e documentari, italiani e stranieri (presentati in alcune delle più prestigiose vetrine internazionali, da Cannes a Venezia, da Locano a Bellaria). Le pellicole accompagnano il pubblico in un percorso di riflessione costruito dalla direttrice artistica del festival Alessandra Piras sul filo conduttore “Terra e Migrazioni”.
Come segno di novità rispetto alle precedenti edizioni, il Campidano Film Festival 2012 si sdoppia in due location: il Museo della Terra Cruda (in via Roma 15) continua ad ospitare gli eventi espositivi e gli incontri di informazione cinematografica, mentre lo spazio proiezioni, alla presenza di alcuni dei registi inseriti in cartellone, è nella sala del Teatro La Maschera (in via Is Spinargius 2), con appuntamenti serali e matinée dedicati alle scuole del territorio. L’ingresso all’intera manifestazione è gratuito.


•    Primo fine settimana in compagnia di Andrea Segre.
La manifestazione inaugura sabato 18 febbraio alle 21 al Teatro La Maschera con la proiezione di “La Kriptonite nella borsa”, opera prima dietro la macchina da presa per lo scrittore Ivan Cotroneo.  Domenica 19 fa ingresso al festival Andrea Segre: alle 21, al Teatro La Maschera,  il documentarista veneto, classe 1976, presenta “Io sono Li” (in lizza al Festival di Roma nel 2008, a Cannes nel 2009 e a Venezia nel 2010), lungometraggio narrativo dedicato alla contaminazione contemporanea tra culture, raccontata attraverso la storia di un’amicizia tra una giovane cinese e un pescatore di origini slave ambientata nella laguna veneta.


•    Il secondo fine settimana con l’inaugurazione delle mostre e con Pasquale Scimeca

La settimana successiva il Campidano Film Festival accoglie un trittico di ospiti. Ritorna a San Sperate il regista Pasquale Scimeca e porta in Sardegna, in prima assoluta per l’isola, il suo ultimo lungometraggio “I Malavoglia” (già selezionato nel 2010 alle mostre di Venezia e di Toronto). Il film rispetta nella trama e nei personaggi l’omonimo capolavoro di Verga, ma lo attualizza, facendo comparire nella Casa del Nespolo Alef, un migrante clandestino, realizzando così un incrocio simbolico tra il nuovo e il vecchio “sud del Mondo”.  Il regista siciliano si concede al pubblico del festival con la consueta disponibilità: come protagonista dei due incontri di formazione cinematografica sulla regia e sulla produzione, in programma al Museo della Terra Cruda venerdì 24 e sabato 25 febbraio alle 19 e presenziando alle due proiezioni nel Teatro La Maschera (il 24, alle 21 con l’introduzione dello storico dell’Università di Cagliari Luciano Marroccu e il giorno dopo, alle 10.30, solo per le scuole, con il commento di  Luisa Marongiu, dell’Associazione Tina Modotti). Accanto a Scimeca è presente Linda Di Dio, la produttrice della Arbash, etichetta indipendente diretta dalo stesso regista. 
Sabato 25 alle 18 irrompe al festival l’arte fotografica: al Museo della Terra Cruda è in programma il vernissage delle mostre Ritratti e set di Mario Dondero, quaranta scatti inediti del maestro del fotogiornalismo italiano nel mondo, provenienti dall'archivio fotografico della Cineteca di Bologna e I Set Cinematografici in Sardegna, la storia della produzione cinematografica dedicata all’isola, dagli anni ’40 ai giorni nostri, in sessantuno immagini appartenenti a diciassette film, tra foto di scena (le inquadrature decise dal regista e dall'operatore)  e non. All’interno di quest’ultima raccolta si segnala la presenza  di venticinque scatti di Pablo Volta sul set de “Il figlio di Bakunin” di Gianfranco Cabiddu: immagini in gran parte inedite. Le due esposizioni (visitabili fino al 10 marzo dal martedì alla domenca, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19.30)  sono curate dall’Associazione Tina Modotti, con i testi critici della studiosa di storia contemporanea Emanuela Porceddu e l’allestimento di Daniele Spiga, dello studio di Progettazione Officinevida.
Arricchisce la seconda tranche del festival, sabato 25, alle 21, al Teatro La Maschera, la proiezione di “Il Villaggio di cartone”, ultima fatica dell’ottantenne maestro del cinema italiano Ermanno Olmi, presentata fuori concorso lo scorso settembre alla Mostra del Cinema di Venezia. Il fine settimana si chiude, domenica 26, alle 21, con un focus sul conflitto arabo – israeliano alla presenza della regista Giulia Amati, coautrice con Stephen Natanson del pluripremiato documentario  “This is My Land...Hebron”. Il dibattito, di seguito alla proiezione, é moderato da Luciano Marroccu.



•    Terzo fine settimana: arrivano Sergio Fergnachino e Daniele Atzeni.
Venerdì 2 marzo, alle 21, il festival riprende con la proiezione di “Scialla!”, il fortunato film di esordio alla regia dello sceneggiatore Francesco Bruni, vincitore della sezione Controcampo italiano per i lungometraggi narrativi alla 68esima Mostra del cinema di Venezia.
Protagonisti del fine settimana sono il regista piemontese Sergio Fergnachino e il filmaker sardo Daniele Atzeni. Il primo, sabato 3, alle 21, presenta il suo “Almost Married”, Il film cofirmato insieme alla regista turca Fatma Bucak. La pellicola, dall’impronta autobiografica, racconta lo scontro tra due generazioni, in lotta tra modernità e tradizione: da una parte la volontà di una giovane fotografa di affermare la sua professione e l’amore per un ragazzo italiano, dall’altra quella del padre di lei di non interrompere la pratica dei matrimoni combinati. La proiezione è introdotta da Paola Trogu, dell’Associazione Tina Modotti.
Il secondo, Daniele Atzeni, interviene (al Teatro La Maschera) domenica 4 marzo, alle 20, in un incontro sul documentario in Sardegna e subito dopo, alle 21, introduce “I morti di Alos”, docufiction che racconta i mutamenti intervenuti nella geografia sociale sarda dal 1950 in poi. Il film, fresco della selezione all'International Short Film Festival di Clermont-Ferrand, in Francia, dello scorso gennaio, è in lizza al Concorso Nazionale per corto e mediometraggi Visioni Italiane, in programma a Bologna dal 22 al 26 febbraio.

•    Ultimo fine settimana nel segno di Kaurismäki e Guadagnino.
Le ultime giornate del Campidano Film Festival sono interamente dedicate alle proiezioni. Venerdì 9 marzo, al Teatro La Maschera, tiene banco “Miracolo a Le Havre”, ultimo capolavoro del finlandese Aki Kaurismäki, con una doppio appuntamento: alle 10.30 per le scuole, con l’introduzione di Emanuela Porceddu e alle 21.
Sabato 10, alle 19.30, chiude il programma della manifestazione “Incoscio italiano”, film di Luca Guadagnino, che sbarca in Sardegna per gentile concessione della casa produttrice First Sun. La pellicola, introdotta dalla storica Valeria Deplano (con la partecipazione di Luciano Marroccu) rievoca le cupe pagine del colonialismo italiano, tema caro al regista palermitano, che in una di quelle terre, l’Etiopia, ha trascorso l’infanzia.
AD MAIORA!

Una (quasi) buona notizia

Nel settembre scorso la Sardegna è diventata protagonista del Festival del cinema di Venezia con "Pugni chiusi" di Fiorella Infascelli. Il documentario, realizzato con il sostegno dell'assessorato regionale della Cultura e la Società Umanitaria - Cineteca Sarda, è stato girato completamente nell'Isola dell'Asinara e racconta l'esperienza dell'occupazione degli operai della Vinyls di Porto Torres protagonisti di una lunga lotta sindacale per chiedere la riapertura degli impianti del petrolchimico. Il delicato lavoro ha commosso la platea di Venezia, raccolto applausi e ottenuto l'ambito premio di  Miglior documentario Controcampo Italiano.
I cassaintegrati continuano la loro lotta (https://www.facebook.com/isoladeicassintegrati) alla quale si aggiunge l'ultima sfida dei pastori sardi.
    Vi saluto con la frase che gli operai della Vinyls continuano a ripetersi senza stancarsi:
    "Chi lotta può perdere ma chi non lotta ha già perso"

    Pugni chiusi [Documentario] di Fiorella Infascelli - Italia, 60'
    v.o. italiano - s/t inglese
    prodotto dalla Bibi Film di Angelo Barbagallo con il sostegno della Società Umanitaria – Cineteca Sarda di Cagliari-Carbonia-Alghero e dall’Assessorato alla Cultura della Regione sarda
    Primo premio nella sezione Controcampo italiano documentario alla 68 - Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

    AD MAIORA!

    Macerie

    Il Campidano Film Festival (http://admaiorasemper.blogspot.com/2011/02/campidano-film-festival-2011.html), è un festival del cinema nato nel 2009 come esperimento di durata triennale e curato con gusto e professionalità da Alessandra Piras.
    Durante questa felice sperimentazione, oltre alla proiezione di film d'autore, sono stati dedicati approfondimenti e laboratori sui mestieri del cinema e sulle difficoltà legate a questo affascinante universo.
    Uno spazio fisso è stato ogni anno dedicato al documentario, che ottiene sempre scarsa programmazione nel grande schermo e in televisione.
    Ed è stata ogni volta una piacevole scoperta, confrontrasi con questa forma d'arte e fonte importante di informazione.
    Lo scorso 27 febbraio, il Campidano Film Festival ha ospitato il fotografo Mario Dondero e i registi Paolo Serbandini e Giovanna Massimetti, autori del bellissimo documentario "Macerie" sul devastante terremoto d'Abruzzo, di cui oggi ricorre il secondo anniversario.
     
    Da sinistra: Mario Dondero, Giovanna Massimetti, Paolo Serbandini, Alessandra Piras (27/02/2011)

    Gli ospiti hanno regalato al pubblico racconti ed esperienze della loro professione e il tempo che ci hanno dedicato è stato davvero prezioso.

    Ho chiesto loro come tre grandi professionisti siano riusciti ad amalgamarsi in un lavoro tanto delicato e se tale lavoro fosse stato preceduto da una "sceneggiatura".
    La risposta è stata molto curiosa: le riprese sono state "dettate" dal passo veloce di Mario Dondero che con la sua macchina fotografica fissava le immagini delle macerie abruzzesi e ci mostrava il suo curioso e appassionato sguardo su quella realtà ferita.
    E' per questo motivo che il risultato finale è un documentario nel documentario, perchè oltre ad aver raccolto immagini, silenzi, parole, interviste sulla tragedia abruzzese, ha filmato l'importante lavoro di uno dei più grandi fotografi italiani e il suo punto di vista assolutamente fuori dal comune.


    L'unico spazio fisso del palinsenso RAI dedicato al documentario, è una finestra trimestrale estiva costituita dal programma DOC3.
    Ed è grazie a DOC3 che posso proporvi la visione di "Macerie":
    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-11cafa85-8d3c-4fc4-8b73-67bd43b18667.html?refresh_ce#p=0
    L'immagine finale, con un passaggio di testimone tra due fotografi, è poetica e piena di speranza ed un meraviglioso inno alla vita.
    Buona visione e AD MAIORA SEMPER!
    ...eppure quelle domande urgono ancora e ad esse si sono semmai aggiunte altre questioni.E altre macerie...
              (Guido Crainz, Autobiografia di una Repubblica)

    In DVD: Valzer con Bashir - Waltz With Bashir

    Ventotto anni fa, tra il 16 e il 18 settembre 1982, a Beirut veniva perpetrata, da milizie cristiane libanesi guidate da Elie Hobeika, quella che passerà alla storia come strage di Sabra e Chatila .
    Il Libano stava vivendo momenti perticolarmente concitati dopo l'uccisione in un attentato, qualche giorno prima (il 14 settembre), del neo presidente libanese Bashir Gemayel.
    "I miliziani cristiani, per vendicare il loro leader , penetrano nei campi profughi di Sabra e Chatila, ufficialmente per stanare gli ultimi guerriglieri che ancora si nascondono in Libano, e compiono una strage di inaudite proporzioni, praticamente indisturbati, perché le truppe israeliane, che hanno il controllo militare della zona, non intervengono. I palestinesi parlano di almeno 1.500 vittime e i loro dati non discordano troppo da quelli della Croce Rossa Libanese: 328 morti e 911 dispersi." (fonte: http://www.tesionline.it)
    Ad oggi comunque,questo dato rimane controverso e  il numero esatto delle vittime, pur restando sconosciuto, secondo molti, è stimato in 3.000 persone.Il regista Ari Folman, all'epoca giovanissimo, era impegnato, proprio in quei giorni, in Libano tra le file dell'esercito israeliano.
    Dal suo faticoso percorso di recupero dei ricordi di quel periodo, ha tratto ispirazione per la realizzazione del film "Valzer con Bashir", un viaggio nel passato che passa attraverso la memoria personale per raggiungere quella collettiva.
    Il racconto è duro e l'artificio di realizzarlo sotto forma di cartone animato, rende più sopportabili gli 83 minuti del film.
    Per non dimenticare "che questo è stato", l'ultima manciata di secondi proietta le immagini vere del massacro di donne, uomini e bambini palestinesi dei campi di Sabra e Chatila.
    Il tema è difficile e scuote le coscienze ma questo cartone ha alcuni meriti: è una interessante ricostruzione storica, è un parziale risarcimento per quei soldati, troppo giovani e inesperti, che per tutta la loro vita dovranno fare i conti col senso di colpa dell'essersi resi complici di quei terribili fatti, ma soprattutto è un omaggio a quelle vite palestinesi stroncate troppo presto.

    Un po' di storia

    Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato il massacro con la risoluzione 37/123 del 16 dicembre 1982:
    « The General Assembly, (...) 1. Condemns in the strongest terms the large-scale massacre of Palestinian civilians in the Sabra and Shatila refugee camps; 2. Resolves that the massacre was an act of genocide. »
    « L'Assemblea generale, (...) 1. Condanna nel modo più assoluto il massacro di larga scala di civili palestinesi nei campi profughi di Sabra e Shatila; 2. Conclude che il massacro è stato un atto di genocidio. »
    Nel 1983 " la Commissione Kahan, chiamata a indagare sui fatti dalle autorità israeliane e presieduta da Itzhak Kahan e composta da un altro magistrato, Aharon Barak, e dal generale di divisione della riserva Yona Ephrat, giunge alla conclusione che i diretti responsabili dei massacri erano stati Elie Hobeika e Fadi Frem, nemico giurato dei palestinesi sin dall’inizio della guerra civile in Libano (1975-1990). La stessa Commissione però ammette indirettamente la responsabilità nel massacro, per non averlo saputo prevenire né stroncare mentre era ancora in corso, dell'allora ministro della Difesa israeliana, Ariel Sharon. Viene ammessa anche la responsabilità dei comandi militari della forza d'invasione in Libano e, in special modo, del gen. Rafael Eitan, capo di Stato Maggiore, e del gen. Amos Yaron, comandante delle forze israeliane nella regione di Beirut (trasferito all'Ufficio degli effettivi presso lo Stato Maggiore). A tutt'oggi questa è l'unica inchiesta ufficiale aperta sulla strage.[...]  Nel giugno del 2001 la Corte di Cassazione belga, apre il processo su Sabra e Shatila, intentato ad Ariel Sharon dai sopravvissuti alla strage, in base alla legge del 1993, che assegna competenza universale ai tribunali belgi per i crimini di guerra e contro l'umanità. È chiamato a testimoniare sui rapporti che intercorrevano fra i falangisti e gli israeliani Elie Hobeika ritenuto il responsabile materiale dell'eccidio.Hobeika si disse pronto a testimoniare contro Sharon che, lo ricordiamo, era ministro della difesa nel 1982, all'epoca dell'invasione israeliana in Libano e delle stragi dei campi profughi palestinesi, per le quali fu riconosciuto, come detto in precedenza, "indirettamente responsabile" dalla commissione d'inchiesta governativa e costretto a dimettersi dall'incarico, sostituito da Moshe Arens.
    Il 24 gennaio 2002 Elie Hobeika muore a Beirut in un attentato. Meno di 36 ore prima di saltare in aria col suo SUV Range Rover blindato, Hobeika avrebbe avuto secondo alcuni un incontro "confidenziale" con due senatori belgi - il verde Josy Dubiè, presidente della Commissione Giustizia del Senato, e il regionalista Vincent Van Quickeborne - e si sarebbe detto pronto a fare "rivelazioni" sui massacri di Sabra e Shatila e sui rapporti che avrebbe avuto durante quei giorni con i generali israeliani che dipendevano dal ministro israeliano della difesa.
    Israele si oppone al tentativo belga di incriminare Ariel Sharon per il massacro, come altri paesi si oppongono all'incriminazione dei loro leader. A causa di queste pressioni internazionali il parlamento belga rivede la legge riducendo di fatto l'universalità della competenza. La Corte di Cassazione del Belgio archivia così le posizioni di Sharon e di altri politici mondiali." (fonti: http://www.assopace.org e www.repubblica.it)
    Questo non ha impedito a Sharon di essere eletto venti anni dopo primo ministro dello Stato d’Israele.

    Valzer con Bashir
    Titolo originale: Waltz With Bashir
    Drammatico, durata 87 min. - Israele, Germania, Francia 2008
    Scritto, diretto e prodotto da Ari Folman
    Animazioni di Bridgit Folman Film Gang
    Illustratore e art director David Polonsky
    Direttore animazione Yoni Goodman
    Colonna sonora originale Max RichterNel gennaio del 2009, in contemporanea alla proiezione del film nelle sale italiane, è uscito in libreria per la Rizzoli, il fumetto omonimo con i disegni originali di David Polonsky, art director del cartoon di Folman.
    PREMI:
    Golden Globes 2009 : Miglior film straniero
    David di Donatello 2009 : nomination Miglior film dell'Unione Europea
    Premio Oscar 2009 :  nomination Miglior film straniero





    AD MAIORA SEMPER!

    Shosholoza

    Prosegue il nostro viaggio attraverso le sonorità africane.
    Oggi vi propongo uno dei miei brani preferiti, Shosholoza.

    "Shosholoza è un brano musicale tradizionale sudafricano, originario della Rhodesia.
    Il titolo è una parola zulu che significa "andare avanti" o "fare spazio al prossimo", e allo stesso tempo ricorda dal punto di vista onomatopeico, il fischio del treno a vapore, di cui parlano le parole del brano.
    Originariamente, Shosholoza veniva cantato dai lavoratori della Rhodesia che si recavano in treno nel Transvaal per lavorare nelle miniere.
    Oggi il testo esiste in numerose varianti, e in generale fa riferimento al Sudafrica anziché alla Rhodesia (una versione tipica potrebbe essere: Muoviti veloce / su quelle montagne / treno del Sudafrica).
    Il brano divenne molto noto all'estero nel 1995, quando la nazionale sudafricana vinse la Rugby World Cup.
    Da allora, Shosholoza è diventato uno dei brani più usati in Sudafrica nelle cerimonie sportive.
    Dal brano ha anche preso nome il team velico sudafricano che ha partecipato all'America's Cup.
    Tradizionalmente, Shosholoza viene cantato da gruppi di soli uomini che si alternano secondo uno schema "call and response"=chiamata e risposta.
    Molti artisti contemporanei hanno interpretato questo brano tradizionale: tra gli altri, Ladysmith Black Mambazo, PJ Powers, The Glue, Peter Gabriel, Helmut Lotti, Soweto Gospel Choir"
    (fonte: Wikipedia)

    TESTO

    Shosholoza Kule ... Zontaba Stimela siphume South Africa

    Wen'uyabaleka Wen'uyabaleka Kule ... Zontaba Stimela siphume South Africa

    Shosholoza Kule ... Zontaba Stimela siphume South Africa

    Wen'uyabaleka Wen'uyabaleka Kule ... Zontaba Stimela siphume South Africa

    La versione del video, fa parte della colonna sonora del bel film "Invictus - L'invincibile" di Clint Eastwood, con Morgan Freeman e Matt Damon.



    AD MAIORA SEMPER!

    Senzenina - South Africa

    Senzenina è un canto tradizionale africano.
    E' un canto di protesta ma viene intonato spesso anche ai funerali.
    Divenne molto importante durante il movimento anti-apartheid in Sudafrica.
    Infatti, Senzenina significa "What have we done=cosa abbiamo fatto", più precisamente "what did we do to deserve this?=cosa facevamo per meritare questo?".

    Questo è il testo della canzone in lingua Zulu e in quella Xhosa:

    Senzenina
    (Zulu/Xhosa)

    Senzenina
    Sono sethu ubumnyama
    Sono sethu yinyaniso
    Sibulawayo
    Mayibuye i Africa.

    Questa è la traduzione in inglese:

    What Have We Done?
    (English Translation)

    What have we done?
    Our sin is that we are black
    Our sin is the truth
    They are killing us
    Let Africa return.

    Seguendo questo link, troverete lo spartito del brano:
    http://looselywoven.org/concerts/13shakin/music/Senzenina.pdf

    Le immagini che vedrete nel video che vi propongo, sono tratte dal bel film del 2003, "In my Country" (titolo originale "Country of My Skulldi"), di John Boorman, con Samuel L. Jackson, Juliette Binoche, Brendan Gleeson, Menzi Ngubane, Nick Boraine, girato in Gran Bretagna e in Sudafrica.
    La frase finale è affidata a Nelson Mandela, premio nobel per la pace nel 1993 e presidente del Sudafrica dal 27 aprile 1994 al 14 giugno 1999, eletto in occasione delle prime elezioni libere del Sudafrica, nelle quali i neri furono ammessi al voto.



    AD MAIORA SEMPER!